sabato 31 gennaio 2009

Carlo Maria Martini legge Mt 17

Carlo Maria Martini legge Mt 17 il 10 ottobre 2008 nel corso dell'iniziativa "La Bibbia Giorno e Notte".
In occasione del sinodo dei vescovi sulla parola di Dio la Rai propizió la lettura in diretta di tutta la Bibbia per una intera settimana.
La voce un po' spenta del Card. Martini, già ritirato ed ammalato, ci emoziona ancora oggi.

venerdì 26 dicembre 2008

Il Natale di un tempo oscuro

[Pubblichiamo l’editoriale di questo mese del mensile dei gesuiti, Popoli, scritto dall’arcivescovo emerito di Milano, cardinale Carlo Maria Martini]

Forse, per comprendere meglio il mistero del Natale, dovremmo fare astrazione, almeno per un certo periodo, da quelle immagini con cui la fantasia ha ammobiliato la nostra mente e che ricorrono quasi necessariamente quando pronunciamo questo nome. Si tratta per lo più di immagini prese dal racconto del Vangelo secondo Luca. Esso ci lascia un'impressione di luminosità e di serenità: una grande luce compare sulla terra (Lc 2,9), si ode il cantico di pace di una moltitudine dell'esercito celeste (Lc 2, 13-14), mentre con i pastori andiamo ad adorare il bambino che è nato (Lc 2, 15) e incontriamo Maria e Giuseppe che contemplano il loro primogenito (Lc2, 16). Tutto questo è vero e fa parte del mistero del Natale. Ma è importante anche ricordare il contesto oscuro in cui tutto ciò avviene. Un viaggio faticoso da Nazaret a Gerusalemme per soddisfare la vanità di un imperatore, le pesanti ripulse ricevute da Giuseppe che cerca un posto dove possa nascere il bambino, il freddo della notte, il disinteresse con cui il mondo accoglie il figlio di Dio che nasce. E su tutto questo grava una pesante cappa di grigiore, di incredulità, di superficialità e di scetticismo, evidenziata nelle gravissime ingiustizie presenti allora nel mondo. Non si può dire che il contesto del primo Natale fosse un contesto di luce e di serenità, ma piuttosto di oscurità, di dolore e anche di disperazione.
IL MISTERO DEL PECCATO
Anche oggi, come allora, possiamo lamentarci di vivere in un periodo particolarmente oscuro e difficile. Basta pensare alla pesante crisi economica che mette tante famiglie in difficoltà, all'ingiustizia globale, alla crescente intolleranza verso gli stranieri e i poveri. Si aggiungano le tensioni religiose, gli smarrimenti delle giovani generazioni. Non sappiamo dire se il nostro contesto sia più oscuro e pesante di quello del primo Natale. D'altra parte è difficile che si possa trovare nella storia dell'umanità un contesto veramente favorevole all'uomo e alla sua dignità. Questo fa parte del mistero del peccato, che è un mistero di assurdità e di irrazionalità.
In tale quadro possiamo chiederci: come opera il mistero del Natale? Come affronta un contesto ostile o indifferente? Che cosa sa dire per il vero bene e la dignità dell'uomo?
In primo luogo appare chiaro che il mistero del Natale è un mistero di modestia e di piccolezza. Non ha la pretesa di introdurre modifiche di grande livello, che mutino il contesto in tempi brevi. E tuttavia il mistero del Natale introduce nel cammino storico dell'uomo quegli atteggiamenti quasi impercettibili, ma che permettono di cogliere la verità dei rapporti e di modificarli nel senso di un rispetto dell'altro, di una riverenza e di un'accettazione tali da poter influire anche su contesti più ampi.
TRE SEGNALI DI SPERANZA
Alcuni di questi atteggiamenti riguardano ogni tempo e situazione. Altri sono più specifici del nostro tempo e ad essi vorrei invitare a dare uno sguardo privilegiato. Ne segnalo tre.
Anzitutto un crescente amore e desiderio della Parola di Dio, specialmente di quella contenuta nella Bibbia. Essa si è manifestata sia nel recente Sinodo universale dei vescovi sia, in Italia, nella Bibbia letta notte e giorno, senza interruzione, per una settimana. Quest'ultima iniziativa, quasi una sorta di maratona biblica, non mancava di qualche ambiguità. Ma il comportamento dei lettori e dei fedeli e l'accoglienza silenziosa e riverente del pubblico hanno mitigato i timori della vigilia. Soprattutto vorrei ricordare, in questo amore alla Parola di Dio, la crescente capacità dei laici di leggere le Scritture e di pregare a partire da esse. Se si giungerà così a compiere finalmente il voto del Concilio Vaticano II (cfr Dei Verbum, n. 26), avremo un segnale di speranza che non deluderà.
Vorrei ricordare, come secondo segnale, il crescente desiderio di apertura ecumenica e interreligiosa, che vuole contrastare efficacemente le chiusure etniche e confessionali.
Ma soprattutto vorrei menzionare una serie di gesti che ho conosciuto in Israele che, non nascendo da un terreno propriamente biblico o cristiano, mi sono sembrati fiori purissimi germinati per opera dello Spirito Santo, che mostra la sua presenza anche nelle pieghe più difficili del mondo di oggi. Si tratta di famiglie ebraiche e palestinesi, che hanno subito ciascuna un lutto grave a causa della violenza (per esempio una ragazza uccisa in un attentato terroristico o un giovane ucciso in operazioni di guerra). Ora, invece di crogiolarsi nel desiderio di vendetta, queste persone si sono chieste: ma se io soffro tanto a causa di questa violenza ingiusta, quale sarà la sofferenza dell'altra parte per una violenza analoga? Così queste persone si sono cercate, hanno parlato e pianto insieme, e hanno elaborato insieme iniziative di pace e di riconciliazione coinvolgendo anche altri.
Questo fiore del Vangelo nato in un terreno non religioso mi è sembrato un segnale importantissimo della presenza di Dio in ogni cuore e mi dà motivo di speranza anche in un contesto oscuro e difficile come il nostro.[CO]

mercoledì 17 dicembre 2008

Bibliografia del Card. Martini

La bibliografia completa del card. Martini in varie lingue dal 1979 al 2006 si può trovare sul sito della diocesi di Milano.
Piuttosto che copiarla preferisco citare la fonte, nella speranza che non la cambino di pagina...

lunedì 3 novembre 2008

La commozione del card. Martini durante i funerali di Giovanni Paolo II

Questa bellissima foto ha immortalato la visibile commozione dell'"imperturbabile" card. Martini durante i funerali del papa Giovanni Paolo II che lo ordinó vescovo e gli affidó la diocesi di Milano all'inizio dell'anno 1980.

sabato 4 ottobre 2008

Libri: Paolo VI uomo spirituale di Carlo Maria Martini

Milano, 2 ott. (Apcom) - Martini legge Montini. È un cardinale sofferente nella voce, patito nel viso ma ancora intenso nell'animo quello che questa sera ha partecipato alla presentazione del libro "Paolo VI uomo spirituale", una raccolta di discorsi e scritti del cardinale Carlo Maria Martini sul pensiero e l'opera di Giovanni Battista Montini. Torna a parlare alla sua Milano dove per 22 anni ha esercitato la sua funzione di vescovo il cardinale Martini ed è per questo che il primo pensiero e il primo ringraziamento durante il suo intervento è rivolto alla platea. "Vorrei ringraziare tutti voi per questa testimonianza di fede. Con tanti vostri gesti di bontà e di amore mi avete costruito come persona per cui vi devo moltissimo", ha detto dopo aver apprezzato "l'audacia e la temerarietà di chi mi ha chiamato a parlare di persona". "Non so se riuscirò a dire bene e a stare in piedi fino alla fine - si è premurato di dire - è un atto di temerarietà mettermi di colpo in una fornace di emozioni. Ogni persona che vedo da qui mi riempie il cuore di sentimenti".

Nel ricordare la figura di Paolo VI, il cardinale Martini ripercorre con la memoria i momenti trascorsi con lui, le esperienze vissute al suo fianco. Lo descrive come un uomo "molto timido e quindi schivo, non un uomo per le masse, ma uomo del dialogo personale. Ha voluto essere l'uomo dell'ascolto del singolo. Era poi dotato di un riserbo e di profondo rispetto per il lavoro dei competenti. Ma soprattutto Montini fu per me come un padre. Ricordo la sua delicatezza, la sua prudenza quella volta in cui si rivolse a me, da rettore dell'Istituto biblico, per una proposta e gli fece notare che se la si fosse affidata solo ad un istituto sarebbe stata snobbata. Per questo creò un istituto ecclesiastico apposta". Riesce anche ad ironizzare su Papa Montini e sul volume in gran parte di suoi scritti. "Sono stupito delle cose che ho detto su Montini - ha ironizzato - questo libro contiene molte cose, ma molte altre se ne potrebbero aggiungere".

La fatica che aveva contraddistinto le parole iniziale del cardinale Martini svanisce man mano che il discorso incalza e lascia il posto alle riflessioni più intime. Fino a toccare un tema delicato e complesso come quello della morte. Quella morte a cui è dedicato il testo che il cardinale ha scelto per la lettura finale (fatta dall'attore Ugo Pagliai): "Pensiero alla morte" scritto da Paolo VI. "Ritengo che questo pensiero alla morte sia stato scritto da Papa Montini quando la morte era incombente, ma non imminente - ha detto il cardinale - io invece la sento imminente, e sono più o meno nell'ultima sala d'aspetto e so che se dovessi scriverne lo scriverei così. In questa esperienza definitiva mi ha aiutato Paolo VI con questo testo, ma mi è di grande aiuto anche l'ultima fase della sua vita, quando gli ho impartito gli esercizi spirituali e quando l'ho visto praticamente cedere al morbo che lo opprimeva". "Chiedo per sua intercessione - ha concluso Martini - di poter godere di questo suo sguardo di verità".

Le parole del cardinale hanno toccato le corde più intime dell'anima della platea che alla fine del suo intervento gli ha dedicato un lungo e sentito applauso di ringraziamento. Molti i rappresentanti della Diocesi Ambrosiana e i rappresentanti delle istituzioni locali presenti in sala. C'era anche il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, il professor Giovanni Bazoli, anche lui bresciano come Papa Montini. "E' un ritorno commovente quello di Martini questa sera - ha commentato Bazoli al termine dell'evento - dopo le sue parole di fronte alle brutture e alle bruttezze del mondo mi viene da dire che mancano luci come questa. In una serata così anche le catastrofi economiche diventano secondariee si è indotti ad andare oltre".

venerdì 3 ottobre 2008

"Pensiero alla morte" del card. Martini

Il Corriere della sera di oggi pubblica un intenso articolo sul card. Carlo Maria Martini e la sua riflessione nell'"imminenza della morte".
La notizia prende spunto dalla presentazione di un testo del cardinal Martini su Paolo VI, realizzata ieri sera nell'auditorium San Fedele dei gesuiti di Milano.
Leggi e guarda le foto.