sabato 4 ottobre 2008

Libri: Paolo VI uomo spirituale di Carlo Maria Martini

Milano, 2 ott. (Apcom) - Martini legge Montini. È un cardinale sofferente nella voce, patito nel viso ma ancora intenso nell'animo quello che questa sera ha partecipato alla presentazione del libro "Paolo VI uomo spirituale", una raccolta di discorsi e scritti del cardinale Carlo Maria Martini sul pensiero e l'opera di Giovanni Battista Montini. Torna a parlare alla sua Milano dove per 22 anni ha esercitato la sua funzione di vescovo il cardinale Martini ed è per questo che il primo pensiero e il primo ringraziamento durante il suo intervento è rivolto alla platea. "Vorrei ringraziare tutti voi per questa testimonianza di fede. Con tanti vostri gesti di bontà e di amore mi avete costruito come persona per cui vi devo moltissimo", ha detto dopo aver apprezzato "l'audacia e la temerarietà di chi mi ha chiamato a parlare di persona". "Non so se riuscirò a dire bene e a stare in piedi fino alla fine - si è premurato di dire - è un atto di temerarietà mettermi di colpo in una fornace di emozioni. Ogni persona che vedo da qui mi riempie il cuore di sentimenti".

Nel ricordare la figura di Paolo VI, il cardinale Martini ripercorre con la memoria i momenti trascorsi con lui, le esperienze vissute al suo fianco. Lo descrive come un uomo "molto timido e quindi schivo, non un uomo per le masse, ma uomo del dialogo personale. Ha voluto essere l'uomo dell'ascolto del singolo. Era poi dotato di un riserbo e di profondo rispetto per il lavoro dei competenti. Ma soprattutto Montini fu per me come un padre. Ricordo la sua delicatezza, la sua prudenza quella volta in cui si rivolse a me, da rettore dell'Istituto biblico, per una proposta e gli fece notare che se la si fosse affidata solo ad un istituto sarebbe stata snobbata. Per questo creò un istituto ecclesiastico apposta". Riesce anche ad ironizzare su Papa Montini e sul volume in gran parte di suoi scritti. "Sono stupito delle cose che ho detto su Montini - ha ironizzato - questo libro contiene molte cose, ma molte altre se ne potrebbero aggiungere".

La fatica che aveva contraddistinto le parole iniziale del cardinale Martini svanisce man mano che il discorso incalza e lascia il posto alle riflessioni più intime. Fino a toccare un tema delicato e complesso come quello della morte. Quella morte a cui è dedicato il testo che il cardinale ha scelto per la lettura finale (fatta dall'attore Ugo Pagliai): "Pensiero alla morte" scritto da Paolo VI. "Ritengo che questo pensiero alla morte sia stato scritto da Papa Montini quando la morte era incombente, ma non imminente - ha detto il cardinale - io invece la sento imminente, e sono più o meno nell'ultima sala d'aspetto e so che se dovessi scriverne lo scriverei così. In questa esperienza definitiva mi ha aiutato Paolo VI con questo testo, ma mi è di grande aiuto anche l'ultima fase della sua vita, quando gli ho impartito gli esercizi spirituali e quando l'ho visto praticamente cedere al morbo che lo opprimeva". "Chiedo per sua intercessione - ha concluso Martini - di poter godere di questo suo sguardo di verità".

Le parole del cardinale hanno toccato le corde più intime dell'anima della platea che alla fine del suo intervento gli ha dedicato un lungo e sentito applauso di ringraziamento. Molti i rappresentanti della Diocesi Ambrosiana e i rappresentanti delle istituzioni locali presenti in sala. C'era anche il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, il professor Giovanni Bazoli, anche lui bresciano come Papa Montini. "E' un ritorno commovente quello di Martini questa sera - ha commentato Bazoli al termine dell'evento - dopo le sue parole di fronte alle brutture e alle bruttezze del mondo mi viene da dire che mancano luci come questa. In una serata così anche le catastrofi economiche diventano secondariee si è indotti ad andare oltre".

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