Curiosa foto del cardinal Martini, ripreso in riva al Lago Maggiore, accompagnato da don Luigi Milani, allora parroco di Leggiuno.
La presenza dei canottieri sulle loro imbarcazioni da un sapore biblico a questa foto del ricordo, non vi pare?
lunedì 24 settembre 2012
sabato 22 settembre 2012
Martini consacra l'altare di Schianno
Visita del card. Martini a Schianno, Varese, per la consacrazione dell'altare della chiesa di san Giorgio, 6 settembre 1998.
Nella foto gentilmente offerta da Zanzi Giuliano e Roberta, alla destra del Cardinale vediamo don Francesco Pelizzola e don Piero Allevi,alla sinistra don Adriano.
venerdì 31 agosto 2012
Per me Martini è un padre della chiesa e un padre nella fede. Svelata la sigla cmmddc
Carissimi lettori di questo blog.
Il giorno che si conclude ci ha portato la notizia amara della morte del cardinal Carlo Maria Martini.
Mons. Luigi Mistò l'ha commentata dicendo: "Abbiamo la sua eredità".
È vero, è un'eredità grandissima e a noi tocca non perderla, non dimenticarla ma coltivare la lettura dei suoi scritti, meditare le sue analisi bibliche e nutrirci di tanti suoi pensieri illuminanti.
Oggi è il giorno propizio per dire a tutti che per me il card. Carlo Maria Martini è stato un padre della chiesa e un padre nella fede.
Questo è il motivo della sigla che avevo scelto qualche anno fa come titolo di questo blog: cmmddc ovvero "Carlo Maria Martini, Dottore della Chiesa".
Ne sono convinto, ho conosciuto tutto il suo magistero, 11 anni da seminarista e 11 da prete.
Per me è stato semplicemte "il" vescovo, colui che mi ha ordinato prete, ma soprattutto colui che nel suo percorso di insegnamento ha saputo diffondere la parola di Dio come forse prima di lui aveva potuto fare solo san Gerolamo.
Da studioso a pastore, lo sento una figura della portata dei nostri grandi padri della chiesa di occidente, come san Agostino che da studioso è diventato pastore e come sant'Ambrogio di cui è stato successore sulla stessa cattedra episcopale.
E se oggi non posso compararlo con papa san Gregorio Magno, è solo perchè in conclave è andato con il bastone...
Amici e lettori di questo blog... da oggi ancora più necessario.
Aiutiamoci a mantenere viva la sua memoria.
Segnalate testi, frasi, video foto e li pubblicheremo perchè non sia dimenticato il loro valore.
Don Ambrogio Cortesi
Il giorno che si conclude ci ha portato la notizia amara della morte del cardinal Carlo Maria Martini.
Mons. Luigi Mistò l'ha commentata dicendo: "Abbiamo la sua eredità".
È vero, è un'eredità grandissima e a noi tocca non perderla, non dimenticarla ma coltivare la lettura dei suoi scritti, meditare le sue analisi bibliche e nutrirci di tanti suoi pensieri illuminanti.
Oggi è il giorno propizio per dire a tutti che per me il card. Carlo Maria Martini è stato un padre della chiesa e un padre nella fede.
Questo è il motivo della sigla che avevo scelto qualche anno fa come titolo di questo blog: cmmddc ovvero "Carlo Maria Martini, Dottore della Chiesa".
Ne sono convinto, ho conosciuto tutto il suo magistero, 11 anni da seminarista e 11 da prete.
Per me è stato semplicemte "il" vescovo, colui che mi ha ordinato prete, ma soprattutto colui che nel suo percorso di insegnamento ha saputo diffondere la parola di Dio come forse prima di lui aveva potuto fare solo san Gerolamo.
Da studioso a pastore, lo sento una figura della portata dei nostri grandi padri della chiesa di occidente, come san Agostino che da studioso è diventato pastore e come sant'Ambrogio di cui è stato successore sulla stessa cattedra episcopale.
E se oggi non posso compararlo con papa san Gregorio Magno, è solo perchè in conclave è andato con il bastone...
Amici e lettori di questo blog... da oggi ancora più necessario.
Aiutiamoci a mantenere viva la sua memoria.
Segnalate testi, frasi, video foto e li pubblicheremo perchè non sia dimenticato il loro valore.
Don Ambrogio Cortesi
Martini è defunto: il ricordo di un parroco
Come ogni venerdì alle tre i lenti rintocchi del campanone hanno ricordato a tutti,praticanti e non praticanti che Gesu’ è morto per salvarci. A messa diciamo “annunciamo la tua morte ,proclamiamo la tua risurrezione nell’attesa della tua venuta”.
Il campanone,un’ora e mezza dopo, ha ripreso a suonare, a lungo,per dirci che una persona eccezionale che viveva nell’attesa del ritorno del Signore ci aveva lasciato.Sul calendario murale appeso al bar dell’oratorio la frase evangelica di oggi 31 agosto,giorno della morte del nostro caro card.Martini diceva proprio: ”uscirono incontro allo sposo…”
Avrebbe voluto morire a Gerusalemme,come Gesú, invece Gesu’ è venuto ad accoglierlo, a prenderlo tra di noi.
La foto di Martini che Vi ho mandato quindici giorni fa aveva suscitato ricordi personali e tanta commozione.
Don Luigi Milani, Schianno (Varese)
sabato 18 agosto 2012
Attuali condizioni di salute del Cardinal Martini
Domenica 12 agosto scorso il Decano di Azzate, don Angelo Cavalleri, al termine della s.Messa celebrata a Schianno alle 8.30 ha fatto dono a tutti i presenti della sua testimonianza dopo la visita che aveva effettuato al card.Martini nei giorni precedenti.
“Ho vissuto un’esperienza molto bella, indimenticabile e non posso tenerla per me. Il “Maestro della Parola” che tanto ha parlato e tanto ha scritto, ora non riesce piu’ né a parlare né a scrivere, ma è sereno e fa capire bene il suo pensiero: è in attesa di incontrare Colui che ha desiderato per tutta la vita.
A differenza del Papa Giovanni Paolo II che quando non riusciva a parlare per la sua avanzata malattia si indispettiva, Martini è dolcemente rassegnato.
Ha chiesto che celebrassi la Messa a cui lui ha concelebrato. Ha voluto la predica dopo il Vangelo, io ero molto emozionato di dover predicare davanti a lui. Alla Consacrazione si è fatto sorreggere per stare in piedi. Alla fine ci ha benedetti e ha fatto capire di portare la benedizione ai fedeli”.
venerdì 10 agosto 2012
Martini sulla collegialità nella Chiesa
La collegialità episcopale è un principio di fede, cioè della coscienza credente: tra le sue forme pratiche di attuazione spiccano il Sinodo dei Vescovi e le Conferenze Episcopali.
Evidentemente la collegialità episcopale è più originaria e più vasta di ogni sua istituzionalizzazione pratica; tuttavia anche queste sono da ricercare e non si possono sottovalutare perché in esse si realizza, diventando effettiva, oltre che affettiva, la collegialità episcopale.
(...)
Siamo sicuri di interpretare l'intentio profundior del Concilio, che ha proposto la collegialità episcopale come un fondamentale adempimento per la Chiesa d'oggi.
Da un intervento del 1992
Evidentemente la collegialità episcopale è più originaria e più vasta di ogni sua istituzionalizzazione pratica; tuttavia anche queste sono da ricercare e non si possono sottovalutare perché in esse si realizza, diventando effettiva, oltre che affettiva, la collegialità episcopale.
(...)
Siamo sicuri di interpretare l'intentio profundior del Concilio, che ha proposto la collegialità episcopale come un fondamentale adempimento per la Chiesa d'oggi.
Da un intervento del 1992
giovedì 5 aprile 2012
I fondamenti della nostra comunione: Omelia nella Messa crismale del Giovedì Santo 2002
Milano, 28 marzo 2002
Mi lascio ispirare per questa omelia da quanto diceva il card. Giovanni Colombo -di cui ricordiamo quest'anno il centenario della nascita e il decennio della morte - nell'omelia della Messa Crismale del 1979, dal titolo "Verifica di comunione": "Celebrare la messa crismale comporta per il presbiterio e per il popolo di Dio il proposito di verificare la realtà vissuta della nostra comunione: se tutti camminiamo con lo stesso passo, se la giusta libertà dei figli di Dio non venga in noi insidiata da principi di anarchia e di aberranza…" E aggiungeva: "E' giusto - nella luce di questa revisione di vita - ravvivare la gioia della comunione fra noi; comunione che già c'è, ampia e salda, di una saldezza e di un'ampiezza che molte Chiese ci riconoscono. È giusto anche ringraziarne il Padre celeste " (Voce e storia della Chiesa ambrosiana, 3, 1983, p. 90).
Desidero anch'io ringraziare Dio per questa comunione, soprattutto per l'intenso cammino fatto a partire dalla messa crismale di due anni fa con l'iniziativa "Li mandò a due a due", che troverà oggi un momento culminante nella consegna da parte di ogni decanato della carta di comunione di intenti. Anche l'ultimo Consiglio presbiterale del 4-5 marzo scorso sullo stato della Diocesi e le caratteristiche di un nuovo pastore ha espresso la volontà di proseguire un cammino di comunione per divenire sempre più un presbiterio.
Io vorrei in questo omelia riflettere ulteriormente sui fondamenti di questa comunione, lasciandomi ispirare da un'altra parola del mio venerato predecessore, che scriveva nel 1965: " Se il Vaticano II non avesse dato altro frutto che la Costituzione De Sacra Liturgia, questo da solo basterebbe a renderlo immortale nella storia della Chiesa, vale a dire nella drammatica storia della salvezza delle anime " (Voce e storia…, 2, 1976, p.34).
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